Nel tardo autunno del 1963, l'Aeroscuola Cerrina organizzò ed effettuò un impegnativo raid verso le lontane Isole Canarie. Dall'aeroporto turistico di Bruino (codice LILT), non lontano da Torino, tre aerei del sodalizio affrontarono un volo di oltre 7.000 chilometri nei cieli di Francia, Spagna e Marocco fino a raggiungere l'arcipelago dell'Oceano Atlantico. La partenza avvenne il 28 novembre con primo scalo a Cannes per rifornimento e prima tappa a Perpignano. Al "Rally aereo Perpignan-Tenerife" presero parte il bimotore Cessna UC-78 Bobcat I-HOPE pilotato dall'istruttore volo motore Adolfo Ferioli (passeggeri Luigia Gambetti, Margherita Tesio e Renato Friolo), l'Orličan L-40 Meta Sokol I-CERD pilotato dall'istruttore di volo acrobatico Giuseppe Demarie (passeggero Aldo Zanotto) e il Partenavia P.57 Fachiro Il-f I-MOBI pilotato da Giorgio Merlo (passeggero Marco Galdi). Nelle Canarie furono toccati gli aeroporti di El Médano ed El Matorral sull'isola di Tenerife e la remota pista di Punta del Faro di Jandia su Fuerteventura. Questa puntata nella desolata penisola di Jandia porta alla mente una misteriosa pagina di storia. Negli anni antecedenti alla Seconda Guerra Mondiale, l'ingegnere tedesco Gustav Winter, collaboratore dei servizi segreti nazisti, si insediò a Jendia per aprire un insediamento minerario. Scavò gallerie con binari a scartamento ridotto che conducevano al molo e spianò una zona per consentire l'atterraggio di aerei. All'inizio delle ostilità, grazie alla connivenza del regime franchista, l'infrastruttura si trasformò in un'importante base d'appoggio per gli U-Boot che operavano nell'Atlantico. Gli Alleati lo seppero solo dopo la guerra ma nel frattempo "Don Gustavo el Aléman" si era già dedicato ad altre faccende.
Nella foto: Cartolina promozionale dell'Aeroscuola Cerrina con l'aeroporto visto dall'alto e panoramiche delle infrastrutture. (Archivio Aeromedia)
(Aeromedia, dicembre 2023)